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Siamo noi il lato oscuro della luna

Dedicato alle non-madri. Per caso, per scelta, per amore. Poco importa.

Non sei sbagliata. Non hai niente di sbagliato. Questo è tutto ciò che devi sapere. E, se sei qui, probabilmente è questo che volevi leggere. 

Mi dispiace che tu debba vedere tutta questa sfilza di "non" in apertura. A quanto pare nella lingua italiana, pur così ricca, così elegante e sofisticata, mancano i termini per definirci in positivo, senza che le parole tradiscano il fantasma di qualcosa, di qualcuno. Non madri, donne senza figli, "childless". Persino nella flessibilissima lingua inglese sembra più facile dire cosa non siamo che trovare una semplice parola o definizione che indichi ciò che siamo. 

Cosa sono, se non sono questo? Cosa resta della donna che ero e che pensavo sarei diventata? So che te lo sei chiesta non una, non dieci, ma mille volte da quando hai scoperto che quel "non" ti avrebbe accompagnata per il resto della vita. E magari l'hai accettato, l'hai reso parte di te. Ma il non poterti dare un nome, un nome vero, è come portare con te una ferita che non si richiude. E' parte integrante del dolore. 

Ci ho messo mesi a decidere come chiamare questo blog. Ho acquistato persino un "dizionario dei luoghi letterari immaginari", sperando di trovarne uno adatto ad ospitarmi, ad ospitarci. Quando l'ho sfogliato per la prima volta ci ho trovato Mordor, Lyonesse, Castora, Hogwarts. Forse, cercando più a fondo, ne avrei trovato uno adatto, ma non ero sicura che tanta dedizione servisse per davvero, così ho lasciato perdere. Ho valutato altre lingue, altre culture.  

La mia verità l'ho trovata in meditazione: siamo il lato oscuro della Luna. Quello meno celebrato, quello dimenticato. Quello che la new age associa al concetto di Crona, di Saggia, di Strega, e che nelle tradizioni antiche spesso non viene nemmeno nominato tra i volti della Dea. Siamo la polarità opposta rispetto alla radiosa, feconda grande madre della luna piena. 

Siamo le dimenticate, quelle che si muovono nel buio tenendo la luce ben nascosta sotto il mantello, dentro al cuore, perché ci hanno insegnato che brillare serve solo se si illumina la strada di qualcun altro. Eppure, ci siamo. Camminiamo nel mondo e per il mondo. Ci svegliamo ogni giorno decidendo di attraversare la città a testa alta, strappate a volte, ma sempre in piedi. 

E lo facciamo, lo facciamo davvero: illuminiamo la strada per noi e per gli altri, anche quando non ce ne rendiamo conto. Dalla nostra oscurità nascono le idee, i progetti, i sogni di rivoluzione, di trasformazione. 

Siamo poco convenzionali, certo. Ma non per questo meno reali. 

Ti sei sentita contro natura - ti sei ripetuta anche questo, non è vero? Ti sei detta che la natura crea, si riproduce, genera, e tu sei sempre lì, l'eterna fanciulla, la giovane-vecchia, quella che continua a tenersi impegnata con attività che le tue amiche ormai non possono permettersi di fare, e che viene tenuta a distanza da cose che, secondo le tue amiche, sei tu a non poterti permettere di fare o dire o pensare.

Lascia che ti dica una cosa: ci vuole una forza sovrumana per essere quella fanciulla eterna. Richiede coraggio, energia e una grande dose di accettazione dell'ignoto. E no, non sei contro natura. Lo puoi scoprire alzando gli occhi al cielo di notte e guardando la luna: la luna cambia pelle, cambia anima di continuo, e lo fa proprio quando non la vedi. 

E' un ciclo eterno di rinnovamento, muore e rinasce in silenzio, e se lo fa è proprio perché non ha nient'altro che se stessa per cui brillare. E questo basta a lei, e basta anche a tutte le creature che, direttamente o indirettamente, da lei vengono influenzate. 

Siamo il lato oscuro della luna, e dobbiamo al mondo solo una promessa: che la luce che ci portiamo dentro accompagni ogni nostro passo, anche se non sappiamo ancora chi o cosa andrà ad illuminare.

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