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Dosha: cosa sono le costituzioni ayurvediche

E perché dovremmo conoscere bene quella che ci appartiene
Vata, Pitta e Kapha: tre modi di essere, tre versioni di ogni cosa. Il cui equilibrio, secondo l'Ayurveda, è fondamentale per mantenere il benessere. 

Ci sono due cose che amo delle discipline Orientali: la prima è che parlano dritte all'anima, e lo fanno tramite una dimensione poetica e immaginale che coinvolge la conoscenza innata che ci portiamo sotto pelle; la seconda è che lavorano in ottica preventiva, preferendo andare alla fonte più che intervenire sul sintomo, che troppo spesso compare quando è già troppo tardi per tornare indietro. Non a caso, la parola "Ayurveda" in sanscrito significa "Scienza della vita" lunga e in salute. 

Benché i testi tradizionali siano molteplici, approfonditi, e i Vaidya in India operino come medici a tutto tondo, l'obiettivo - anche per noi operatrici e operatori di questa disciplina, che non siamo medici - è di riportare e mantenere l'equilibrio laddove siano intervenute cause interne o esterne che lo compromettano.

Ma equilibrio rispetto a cosa? 

In estrema sintesi, secondo la Darshana del Samkya, tutto ciò che è esistente nel Creato si compone di cinque elementi: Terra, Acqua, Fuoco, Aria e Etere (vi ricordate Empedocle, Platone, Aristotele...? Fondamentalmente, anche in Occidente partiamo da basi molto simili). 
Tutto, niente escluso, è composto di questi cinque MahaBhuta, in proporzioni che determinano particolari qualità.

L'essere umano non è esente da questa logica: i cinque elementi scorrono (o ristagnano) in ognuno di noi influenzando corpo e mente. E, se è vero che ognuno degli elementi è presente in misura diversa in ciascuno, è vero anche che nasciamo con delle caratteristiche e attitudini predefinite, che ci portiamo dietro per tutta la vita. Possiamo definire queste caratteristiche originarie la nostra costituzione di base o Prakriti

In Ayurveda individuiamo così tre forme costituzionali prevalenti, determinate dalla predominanza di uno o più tra i cosiddetti dosha

  • Vata (Aria + Etere)
  • Pitta (Fuoco + Acqua)
  • Kapha (Terra + Acqua)

Ora, se questo vi fa storcere il naso, provate a mettere da parte per un attimo l'approccio del freddo raziocinio che urla alle vostre orecchie che èfuffanewagebasatasusuperstizionichenullahannodiconcreto. L'Ayurveda, come lo yoga, ha oltre cinquemila anni di storia. Ci sarà un motivo se è sopravvissuta fino a noi.

Ci sono una saggezza e una profondità intrinseca nell'usare immagini semplici per spiegare concetti complessi, arte che in Occidente abbiamo deciso di accantonare in favore di una conoscenza inaccessibile ai più e veicolata da paroloni respingenti. Per esempio, immaginate una persona di tipo "Aria": come cammina? Come si muove nel mondo? Com'è la sua mente? Come può apparire fisicamente? Le immagini che vi vengono in mente, sono uguali a quelle che richiamate spontaneamente quando pensate a una persona di tipo "Terra"? Certamente no. 

Essere "Aria", "Fuoco" o "Terra" determina la nostra predisposizione a ingrassare, a dimagrire, a lavorare e imparare secondo determinati ritmi, a certe malattie o problematiche piuttosto che altre. E, nell'ambito di un trattamento ayurvedico, definisce gli olii da utilizzare, le manovre da mettere in atto, il tipo stesso di massaggio da applicare, i rimedi consigliati, le qualità di cibo consigliate. 

Partiamo dai dosha per determinare tutto. Soprattutto la causa degli squilibri in cui incorriamo.

Vediamoli allora molto brevemente, questi dosha con le loro attribuzioni.

Vata

Vata dosha è dato da Aria (Vayu) ed Etere (Akasha). E', per eccellenza, il dosha del movimento - la parola Vayu significa anche Vento. 

E' freddo, secco, leggero, mobile, ruvido e sottile

La sua sede principale è il colon, ma nel corpo più in generale è responsabile della circolazione, dei processi escretori, influenza il sistema nervoso, i processi mentali e la respirazione.

Tendenzialmente, chi è dominato da Vata ha una corporatura (o comunque un'ossatura) sottile, con pelle e capelli secchi, occhi piccoli e mobili, mani e piedi freddi. Si muove rapidamente, tende a essere proiettato all'esterno. E' sempre attivo, ma si stanca con altrettanta facilità. 

Creativo, intuitivo, chiacchierone, è un piccolo concentrato di energia.

Quando è in squilibrio, può presentare, tra le altre, problematiche relative alle articolazioni, malattie nervose, problemi di irregolarità intestinale. A livello emotivo e psicologico, un Vata in eccesso tenderà all'ansia, all'irrequietezza, all'indecisione e al burnout. Avrà difficoltà a concentrarsi e una scarsa memoria. 

Il segreto per riequilibrare Vata è la regolarità, la stabilità. La sua leggerezza si compensa con la stabilità della Terra, la sua freddezza con l'apporto di calore, da intendersi anche come miglioramento della digestione e apporto di cibi dalle qualità calde, pesanti, oleose*.

Le attività preferibili saranno attività che inducano calma, introspezione, e che lo obblighino a fermarsi. In questo senso lo Yin Yoga o lo Hatha Yoga (quest'ultimo da praticare con posizioni mantenute a lungo) sono due delle attività che amo consigliare a chi si rivolge a me, al di là dei trattamenti ayurvedici mirati. 

Un'altra scelta importante per Vata è legata alla routine. Introdurre abitudini regolari aiuta moltissimo a "domarlo".


Pitta

Ti hanno mai detto "sei tutto un fuoco"? Se sì, probabilmente Pitta è il tuo dosha dominante. L'elemento che costituisce Pitta è il Fuoco (Agni) accompagnato da una componente ridotta di Acqua (Jala).

Caldo, leggero, chiaro, un po' untuoso, Pitta è il dosha votato alla trasformazione.

La sua sede primaria è l'intestino tenue, ma in senso più esteso governa, tra gli altri, il metabolismo, la pelle, la vista, la temperatura corporea, la sensazione di fame e di sete

Fisicamente, una corporatura Pitta sarà media, tendenzialmente muscolosa. Potrà avere capelli chiari che tendono a ingrigire presto o a diradarsi; il colorito sarà chiaro tendente al rossastro, la digestione molto buona
Tra tutti, Pitta è senz'altro il dosha più deciso. Parla in maniera chiara, diretta, lavora per obiettivi. E' intelligente, ha una mente brillante e ben organizzata.

Un Pitta soffre particolarmente in due situazioni: quando ha fame e quando fuori fa molto caldo. Se in eccesso, tende ad esempio alle infiammazioni, può avere problemi legati alla pelle, alla vista, a una sudorazione eccessiva, alle ulcere. Psicologicamente, un Pitta in squilibrio si traduce invece con rabbia, aggressività, rancore, manie di controllo, eccesso di precisione e competitività. 

Il segreto per mantenere Pitta in equilibrio è scegliere cibi che rinfreschino e radichino* e attività che non alimentino competizione e calore. Lavorare sulla compassione - per sé è per gli altri - è fondamentale per un Pitta. 

Scegliere attività che lo portino all'interno e lo calmino, come per Vata, è decisamente consigliabile.


Kapha

Kapha è Terra (Prithvi) e Acqua (Jala). E' deputato a tutto ciò che è protezione, idratazione, coesione, accumulo. 

Le sue caratteristiche sono la freddezza, la pesantezza, la stabilità, la morbidezza, la viscosità, l'untuosità e la liscezza

La sua sede fisica principale è nello stomaco. Sono funzioni di Kapha il sistema immunitario, il sistema linfatico, le funzioni di lubrificazione.

Fisicamente, un tipo Kapha è robusto, forte e altamente resistente. Tende a ingrassare piuttosto facilmente. Ha capelli spessi e lucenti, pelle spessa e idratata e colorito pallido. Si muove e parla con lentezza, ma tra tutti i dosha è anche il più amorevole ed empatico. Ha una memoria di ferro, è affidabile e possiede una gentilezza innata. 

In eccesso, Kapha può portare con sé, tra le altre cose, difficoltà a dimagrire o presa improvvisa di peso, muco, problemi respiratori, ritenzione idrica, diabete e stanchezza o addirittura letargia. A livello emotivo e mentale riconosciamo uno squilibrio in Kapha quando abbiamo pigrizia, possessività, apatia, depressione

La freddezza di Kapha si contrasta apportando calore, anche nella scelta dei cibi*. La pesantezza agendo sull'attività fisica, che sarà essere attivante, vigorosa, energizzante. Tra le varie tipologie di yoga, il Vinyasa è una delle pratiche più adatte alle tipologie in cui Kapha è prevalente.


'* = La dieta in Ayurveda assume un ruolo centrale, ma le caratteristiche attribuite ai cibi e ai sapori hanno un approccio piuttosto diverso da quello Occidentale, il ché richiederebbe un approfondimento dedicato. Pertanto le indicazioni fornite in questo post in relazione all'alimentazione sono, volutamente, di altissimo livello e non esaustive. 

Mi limiterò qui a dire che quando parlo, ad esempio, di cibi "oleosi" non è mai contemplato il junk food e non è un invito ad aggiungere alle nostre ricette quantità indefinite di olio o burro. Allo stesso modo, un cibo "caldo" non è solo un cibo cotto: il latte, che sia caldo o appena tolto dal frigo, è ritenuto un cibo freddo e così via.


Ti sembra di non rientrare pienamente in nessun dosha?

Se hai questa sensazione, è perfettamente normale. Tutti i dosha sono presenti in tutti noi e si mescolano in vari modi. Potresti addirittura essere minuta o minuto come un Vata, ma rispecchiarti comunque prevalentemente in Kapha. Non sarebbe strano.

La maggior parte di noi è comunque dominata da due dosha. Uno prevarrà in qualche modo sull'altro, ma non escluderà completamente l'altro che resterà comunque rilevante.

E' molto raro incontrare costituzioni limitate in modo esclusivo e puro a un solo dosha - ed è altrettanto raro, se non di più, trovare un soggetto tri-doshico, ovvero uno in cui i tre dosha sono perfettamente in equilibrio. Qualcuno ogni tanto prova a dichiararsi tale, ma ti assicuro che il più delle volte c'è un qualche fraintendimento di base. 

Una valutazione fatta da un medico o da un operatore ayurvedico può aiutare a chiarire molti dubbi, e aiuta a valutare e valutarsi senza pregiudizi di sorta.


Cosa cambia una volta che conosci la tua Prakriti?

Tutto. Oppure niente. Dipende da te. 
Io sono dell'idea che, una volta che hai visto qualcosa, è impossibile non vedere. Quando hai scoperto quali sono le tue inclinazioni e quali i comportamenti, i cibi, i processi mentali che ti portano dei benefici e che ti fanno vivere in armonia con ciò che sei nata per essere, hai tutto da guadagnare ad abbracciare un nuovo stile di vita. E i risultati si vedono. 

I trattamenti ayurvedici come i massaggi sono di grande beneficio, sono piacevoli e possono in molti casi e in determinate condizioni aiutare a ripristinare una condizione armonica nel corpo e nella mente, ma così come nello yoga il lavoro si fa sia sul tappetino che fuori, nell'Ayurveda la maggior parte dell'impegno va applicato nel quotidiano, acquisendo buone abitudini e nuove consapevolezze.

Sei curiosa di saperne di più? Contattami, sarò felice di approfondire con te queste tematiche.

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